SCRITTURA, GIOIE E FATICHE. QUANDO LO SCRITTORE VIENE DANNEGGIATO.

Quando leggiamo un libro, difficilmente pensiamo al lavoro che ci sta dietro perchè siamo catalizzati dalla storia.

Nel momento in cui uno scrittore consegna il proprio lavoro al mondo, il suo atto creativo si conclude e comincia quello del lettore che, interagendo con le parole che ha davanti, fa volare la fantasia immaginando personaggi, luoghi, azioni, momenti storici.

Oggi vorrei fare un salto nel mondo dello scrittore di cui faccio parte.

Scrivere è per me il lavoro più bello del mondo, ma non è esente da fatiche e richiede preparazione e talento; è un’attività lavorativa per me come per altri e, come tale – pur partendo dal sacro vincolo della passione- richiede di essere monetizzata.

Molti – anche tra coloro che scrivono- ritengono sbagliato parlare di lavoro in merito all’attività dello scrivere: la scrittura è passione e si scrive per questo motivo, non per fare cassa.

In realtà i motivi per cui si scrive sono infiniti e ogni scrittore ha i suoi, ma quello che accomuna tutti è la necessità di essere letti e per essere letti, laddove c’è un contratto editoriale, occorrono risultati: se non vendi, molto semplicemente, rischi di non essere più pubblicato perché l’editoria non vive d’amore e d’aria come forse alcuni credono.

Ricorrere al self publishing è un’opzione, ma significa anche limitare le possibilità perché, senza un editore alle spalle, difficilmente si è considerati dalla stampa, dalle librerie, dalle scuole.

Ergo occorre portare risultati concreti, anche se parecchi storcono il naso davanti all’argomento del vil denaro; non dimentichiamo che ogni attività lavorativa ha diritto di essere retribuita e scrivere non fa eccezione.

Fatte le debite premesse, riflettiamo ora su ciò che può danneggiare chi scrive rischiando di ridurre al silenzio la sua voce.

Uno scrittore – soprattutto se emergente ma non solo- ha bisogno di visibilità per restare a galla.

Sono due le azioni che danneggiano la visibilità: le recensioni negative e la mancanza di attenzione dei media.

Mi è spesso capitato di leggere stroncature di libri – non necessariamente miei- da parte di critica e lettori; alcune di queste recensioni negative rivelano acume e quanto meno spiegano il giudizio di chi ha letto il libro. Altre invece denotano la totale inconsistenza di chi le ha scritte, incapace di fare un’analisi del testo o motivare – cosa alla portata di tutti- la propria opinione; tempo fa mi capitò di leggere la stroncatura di un bellissimo romanzo da parte di un lettore che, non conoscendo il latino presente in alcune citazioni, aveva trovato difficile il testo e accusava lo scrittore di essere incomprensibile.

La cosa migliore sarebbe evitare di distruggere il lavoro altrui se non si è in grado di dare valutazioni adeguate o non si è in grado di leggere il testo per propri limiti, altrimenti si rischia di bollare come illeggibile buona parte della letteratura mondiale.

L’altro grave danno al lavoro di uno scrittore è l’assenza di attenzione da parte dei media: se un testo non è adeguatamente pubblicizzato – soprattutto se dietro non c’è una casa editrice famosa o un’agenzia letteraria capace o lo scrittore non ha un nome affermato- il rischio è che non ci siano più pubblicazioni successive.

Se quindi viene sottratta la vetrina mediatica, il danno che ne consegue è incalcolabile e talvolta irrecuperabile. In un mondo come il nostro segnato dall’immagine e dall’esserci, il non esserci significa non esistere per i più; questo è ancor più vero se si parla di progetti culturali e sociali, due settori fortemente penalizzati e bisognosi di visibilità mediatica.

Tutti noi lettori dovremmo accostarci ai libri con maggior rispetto; ciò non vuol dire fare pubblicità a testi che non abbiamo apprezzato, né significa farci piacere storie che non sono nelle nostre corde.

Significa solo capire che grado di responsabilità abbiamo nel far emergere una voce o nel farla tacere e magari avere coscienza che, col nostro atteggiamento, possiamo far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...