MORALITÀ. Ristabilire il bene comune in tempi di divisioni di J. Sacks ed. Giuntina

Un contratto è una transazione. Un patto è una relazione. O, per dirla in modo leggermente diverso: un contratto riguarda gli interessi, un patto riguarda l’identità. Riguarda tu ed io che ci uniamo a formare un Noi.

Questa è una delle tante riflessioni che il rabbino Sacks propone nel suo libro, un’estesa analisi della crisi dei valori delle democrazie liberali. 
Parto da questa frase per spiegare i motivi che mi inducono a consigliarne la lettura. 
Siamo in un momento storico estremamente delicato: la vita come la conoscevamo un tempo è andata in pezzi e attorno a noi si moltiplicano episodi che rivelano una società allo sfascio. 
Il rabbino Sacks spiega in maniera molto chiara il perchè di tutto ciò: siamo passati da una realtà dove c’era un Noi che salvaguardava il mondo a una dove c’è un Io ipertrofico che domina ogni settore della vita. 
A regolare  i nostri rapporti è un contratto e non un patto; rav Sacks dice che anche la politica è regredita dal patto al contratto: paghiamo le tasse, il governo eroga i servizi, e noi cerchiamo l’accordo che è più vantaggioso per noi. Questa visione della politica non tiene unite società divise. 
Il libro spiega come ogni ambito – da quello economico, a quello sociale, a quello educativo e sanitario, al clima- è stato reso più instabile da questa politica dove l’individualismo è il tiranno di turno. 
Ognuno pensa solo a sé stesso e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. 
Moralità è una scorrevole lettura alla portata di tutti, godibile nello stile, stimolante nei contenuti. 
In maniera snella e agile, Sacks tocca tematiche universali e ci permette di affrontare il primo step per ricostruire una società in pezzi: l’analisi della società stessa, della nostra stessa vita. 
Ci illudiamo di risolvere i problemi mettendo toppe occasionali, senza fare adeguate riflessioni su ciò che accade attorno a noi; accusiamo di pessimismo chi ci mette sotto gli occhi verità scomode. 
Fare la fotografia della realtà è invece un indispensabile punto di partenza per capirla e trovare soluzioni. 
Non è la pandemia la causa di un mondo che è saltato per aria: essa semmai è la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha fatto emergere ciò che siamo, ovvero un insieme di monadi che viaggiano parallele, spesso disabituate ad aiutarsi, lontane da un’ottica collettiva. 
Se infatti un anno fa eravamo disposti a darci una mano, ora stanno emergendo episodi inquietanti di rabbia incontenibile a riprova che, di fronte a un’emergenza mal gestita e con le coordinate saltate, una società non coesa crolla. 
È inutile sbrodolarsi addosso soluzioni campate per aria o frustrazioni quotidiane se non ci decidiamo a cambiare mentalità: la nostra economia, la nostra sanità, la nostra istruzione sono crollate anche a causa di atteggiamenti che dobbiamo imputare a noi stessi, non a un’entità astratta. 
Non ce la stiamo facendo non perchè c’è il Covid, ma perchè siamo affetti da individualismo sfrenato, una malattia che rende debole qualsiasi società e la rende incapace di far fronte ai problemi in maniera risolutiva.
Dobbiamo ripartire dal nostro modo di essere per creare una nuova società del Noi
E alle volte, per rimetterci in pista, servono le parole, non i gesti, parole come quelle contenute in questo libro, parole preziose da non far cadere nel vuoto. 

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