INVISIBILI di C. Criado Perez ed. Einaudi

In occasione della giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne credo sia calzante parlare di un libro che analizza la condizione femminile.

Il mercato è pieno di testi in merito, ne ho letti e ne sto leggendo molti degni di nota, ma oggi voglio proporvi quello che per me è uno tra i meglio scritti sull’argomento.

Invisibili della Criado Perez è una sorta di manuale che permette di entrare nel dettaglio di come le donne siano ancora considerate invisibili ai giorni nostri in paesi che si definiscono sviluppati.

Un saggio che, capitolo per capitolo, ci fa addentrare in questioni di salute, tecnologia, spazi fisici progettati a misura di uomo e non di donna.

Il presupposto da cui l’autrice parte è l’assenza di dati di genere che è alla base delle discriminazioni subite dalle donne; in merito alla salute evidenzia, dati alla mano, che le sperimentazioni e le ricerche mediche vengono per lo più svolte su soggetti maschili ignorando la diversità del corpo femminile che, come nel caso dell’infarto, presenta sintomi dissimili e non reagisce nello stesso modo ai farmaci prescritti per questa patologia.

Anche nei crash test –i test per verificare la sicurezza delle automobili- si usano manichini con la struttura maschile che ignorano la struttura corporea femminile e le esigenze che essa richiede per garantire lo stesso livello di sicurezza concesso agli uomini.

E che dire degli smartphone costruiti sulla grandezza di una mano maschile che permette a lui di usarli al meglio e alla donna no?

O i bagni pubblici. E’ noto che le code in quelli femminili sono molto più lunghe perchè la donna impiega più tempo per espletare le stesse funzioni avendo un corpo differente; se però il numero di bagni a disposizione è il medesimo -per evitare l’assembramento- le donne dovrebbero disporne di un numero maggiore.

Questi sono solo esempi per capire come l’autrice si muova; non parte da teorie, ma da dati statistici e, sulla base di questi e dell’assenza di essi per il genere femminile, porta il lettore a riflettere su come la società sia impostata a misura di maschio, etero, bianco.

Una società che chiede –anzi pretende- che la donna sia come l’uomo al posto di conformarsi alle sue esigenze.

Il pregio del testo della Criado Perez è lo stile; un argomento così complesso, grazie a uno stile scorrevole e semplice, permette di essere capito e analizzato da un pubblico eterogeneo.

Le pagine scorrono veloci alla scoperta dell’ennesima scelta dell’industria tecnologica, farmaceutica, lavorativa che porta a prediligere il maschio alla donna creando una disparità di genere che si fatica a colmare.

Ciò che sembra però non essere compreso –e su cui l’autrice pone l’accento- è il danno in termini economici e sociali che questa mentalità comporta; tentare di escludere metà del genere umano a vantaggio dell’altra metà determina infatti una recessione economica perché diminuisce la forza lavoro e impedisce anche quel lavoro di cura non retribuito – anziani e bambini- che è sovente sulle spalle delle donne.

Un esempio?

L’uso dei mezzi pubblici in Inghilterra.

Secondo le statistiche sono le donne a usare i mezzi pubblici in maggioranza, ma il prezzo del biglietto –fino a poco tempo fa- era pensato per persone che usano il mezzo per andare e tornare dalla propria abitazione senza dover fare altri giri (uno stile di vita tipico dell’uomo che non deve occuparsi di altri componenti della famiglia come anziani o bambini da portare a scuola).

Viaggiare sicuri e con prezzi accessibili sono le conditio sine qua non per spostarsi da soli e a vantaggio di chi si cura, cosa non consentita a molte donne.

L’autrice –più volte attaccata in maniera spregiudicata e irrispettosa da chi non vuole prendere atto del tema da lei affrontato- narra la condizione femminile senza annoiare; talvolta affiora un sano sdegno verso ciò che descrive.

La mentalità è un sovrapporsi di strati d’idee che si creano nel tempo e che si depositano determinando gesti e scelte quotidiani; è qualcosa che si forma a partire dal linguaggio a cui vengono riservate osservazioni importanti che tutti dovrebbero prendere in considerazione.

La violenza sulle donne ha svariate sfaccettature.

Non si può pensare di combattere la discriminazione di genere –o qualsiasi tipo di discriminazione-senza avere dati concreti alla mano; la prima cosa da fare quindi, come sottolineato in più passi, è colmare il vuoto di dati di genere coinvolgendo le donne nelle ricerche per capirne le esigenze.

Il corpo e la mente femminili non sono come quello maschili: proporre un mondo basato su ricerche svolte su uno dei due generi scartando l’altro non solo diventa riduttivo e monco per tutti, ma può essere pericoloso e letale per il genere non considerato.

La diversità è ricchezza e molti ora sono disposti a riconoscerlo, ma se non conosciamo le diversità, come possiamo pretendere di farcene portavoce?

Una lettura che, il 25 novembre, può essere ancora più significativa perché la violenza si combatte con molti mezzi e la conoscenza –che può portare a un cambiamento di mentalità- è tra questi.

Un libro che deve essere letto da tutti, dagli uomini ancor più che dalle donne, perché chi nasce avvantaggiato non sempre vede le difficoltà di chi percorre la strada tra mille ostacoli.

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