MEMORIE DI UNA GEISHA di Arthur Golden ed. Tea

“Non credo che nessuno di noi possa parlare del dolore finché non ne è fuori”.

Così racconta Sayuri al suo intervistatore verso la fine del libro.
Siamo a New York molti anni dopo i fatti raccontati che sono ambientati tra il periodo precedente e quello successivo alla seconda guerra mondiale; la geisha Sayuri comincia a narrare la sua vita, dall’infanzia nella casa “ubriaca”, all’arrivo presso l’okiya (la casa delle geishe) Nitta a Kyoto fino al suo debutto nella società come geisha a cui poi fa seguito la guerra che stravolge la vita di tutti.
Da molti applaudito come capolavoro, il libro di Golden ha avuto un’ulteriore eco grazie alla trasposizione cinematografica.
Ho letto il romanzo dopo aver visto il film che, seppur si prenda qualche licenza narrativa come si soliti fare nel cinema, ho apprezzato molto.
Il libro però è ancora più emozionante: seicento pagine di bellezza da cui ci si congeda a fatica e con il dispiacere di non essere più in compagnia di quei personaggi.
La sua forza, prima ancora che nella storia, risiede nelle atmosfere che dipinge: un mondo, quello delle geishe, che è quasi scomparso, fatto di piccoli gesti, sguardi, vestiti, trucco e movimenti precisi che descrivono un’epoca che non c’è più. Di questo mondo sentiamo i suoni e lasciamo che i profumi e gli odori ci inebrino; siamo avvolti da una fitta rete di relazioni al femminile, talvolta vere e proprie guerre, talvolta solidarietà e volontà di sopravvivere. E poi l’amore che si vive nel segreto del cuore ma che muove ogni passo della protagonista.
C’è di tutto in questo romanzo e il periodo storico descritto lo rende un imperdibile affresco per comprendere il Giappone prima dell’invasione del progresso americano che ne ha profondamente cambiato la struttura.
Pagina dopo pagina il lettore è trasportato, con un stile fresco e immediato, in un mondo fatto di interni che si muove tra le poche vie di Gion, il quartiere simbolo delle geishe. Sayuri impara così a diventare un’artista – perché questo è una geisha-per sopravvivere perchè, come dice sempre la sua sorella maggiore Mameha, “non si sceglie di essere geishe, lo si diventa per necessità”.
Quella di Sayuri è una vita carica di dolore e capace di commuovere: la sua storia arriva dritta al cuore grazie al ritmo narrativo ben costruito che non annoia mai e tiene desta l’attenzione fino al capitolo conclusivo.
Se dovessi dire qual è la qualità più incisiva di questo romanzo – che, ricordiamolo, è frutto della creatività dello scrittore- è indubbiamente il saper emozionare e coinvolgere portando il lettore a riflettere sulla condizione femminile, su una professione spesso fraintesa e su un Giappone d’altri tempi.
A seguito della sua pubblicazione nel 1997, Golden fu denunciato per diffamazione da Mineko Iwasaki, una famosa ex geisha che aveva ispirato il romanzo comparendo nei ringraziamenti; la donna portò lo scrittore in tribunale e poi pubblicò a sua volta “Storia proibita di una geisha” per raccontare la sua autobiografia.
Al di là della querelle, rimane la grandezza di un romanzo e la bellezza di un film che fanno sognare, che portano in un mondo che fa venir voglia di muoversi per le strade di Gion e che fa del Giappone un luogo carico di fascino e mistero.
Da leggere.

2 pensieri su “MEMORIE DI UNA GEISHA di Arthur Golden ed. Tea

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