CREATIVITÀ’ E FANTASIA, STRADE PER LA FELICITA’

Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… Perchè la lettura è un’immortalità all’indietro.

Mi capita spesso di citare questa frase di Umberto Eco per sottolineare il potere della lettura, la sua capacità di spalancare finestre su mondi e anime sconosciuti.

La lettura è un atto creativo perchè il lettore non si limita a far scorrere gli occhi in maniera passiva su una sequenza di parole, ma le interpreta, usa l’immaginazione per figurarsi le scene che qualcun altro ha ideato per lui.

La scrittura è un’altra forma di creatività perchè mette lo scrittore nella condizione di immaginarsi un mondo -verosimile o irreale- e di scegliere il come raccontarlo.

Sebbene scrittore e lettore siano due approcci diversi alla parola, in entrambi i casi si rileva un atto creativo. Ambedue danno infatti spazio a mondi sconosciuti mescolandoli col proprio.

Di libro in libro si crea quindi un universo sempre più dilatato che, col tempo, rende più sfumati i confini con la realtà esterna: s’impara così a leggere (è proprio il caso di dirlo) il mondo con occhi diversi, a vederne le sue potenzialità creative, a essere visionari.

La logica non rimane l’unico e ultimo metro con cui misurare la vita.

In un mondo tecnocratico e votato alla razionalità come il nostro, non è insolito definire matti coloro che non si rinchiudono nelle gabbie della sola analisi razionale (dimenticandosi che anche la genialità di alcune scoperte scientifiche ha alla base una capacita di lettura non convenzionale del mondo esterno).

La fantasia ci permette di guardare la vita da una prospettiva inedita.

Credo che questa sia la chiave della felicità: guardare il mondo da diversi punti di vista ammirandone bellezza e limiti in maniera sconfinata.

Se infatti la realtà attorno a noi ha confini ben precisi, quella interiore ne è in potenza priva.

Questo vuol dire che, se nel nostro spirito facciamo spazio alla creatività, avremo confini molto più spostati, lande più vaste dove muoverci: saremo più liberi.

E si sa, la libertà, per quanto faticosa, porta alla felicità.

Tutto quanto sopra detto è considerato accettabile fino a quando si è bambini. Quando però si varca la soglia dell’età adulta, l’imperativo di assumersi responsabilità, di valutare in maniera oculata le scelte da farsi porta a smorzare i toni della fantasia che viene relegata in uno spazio sempre più ristretto.

Non è raro poi che i sogni coltivati s’infrangano. Ci si intristisce e si arriva a vedere tutto privo di sfumature e di colori, talvolta si approda nel grigio territorio dell’ottusità che non consente di immaginare realtà diverse da quelle che viviamo.

Anzi, questi mondi indecifrabili causano l’insorgere di paure che ci fagocitano e ci fanno ritenere pericolosi coloro che non rientrano nei binari del nostro pensiero.

Succede così che chi ha scarsa fantasia ha anche un approccio più limitato alla realtà e le impone barriere più elevate da superare.

La creatività fa respirare l’animo in maniera diversa, ma non è scontata neppure per chi scrive, dipinge, suona o legge; esistono tecnici della scrittura, dell’arte e della musica che non sono creativi nonostante i virtuosismi che sfoggiano.

La creatività ha a che fare con uno sguardo sulla realtà prima che con l’atto di plasmare qualcosa di nuovo dal nulla. Senza essere visionari non si possono immaginare nuove forme o nuove composizioni musicali a cui dare vita.

La creatività dà al cuore la libertà di correre ovunque e rende possibile ciò che prima era impossibile.

Forse la chiave per essere felici non è tanto la realizzazione dei sogni quanto la capacità di dare loro forme inaspettate che non vediamo da subito.

Creare è dare legittimità alla parte divina che c’è in ognuno di noi, è rimodellare il dolore e la gioia che la vita ci riserva, è darci la possibilità di scavalcare confini che ci hanno imposto o che ci siamo auto imposti.

Vale sempre la pena provare a essere felici anche se i mezzi sono limitati.

Ascoltare e raccontare storie è uno di questi modi.

Se non tutti siamo capaci di raccontare, tutti possiamo però ascoltare.

Facciamolo per noi stessi perchè la vita è preziosa: diamoci la possibilità di avere uno sguardo sconfinato sul mondo anche se ormai non siamo più bambini.

 

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