VENTO SCOMPOSTO di Simonetta Agnello Hornby ed. Feltrinelli

Sono sempre alla ricerca di libri che abbiano Londra come ambientazione: il bisogno di tornare a quella città, anche solo con l’immaginazione, mi induce a leggere ogni testo che ne parli.

Mi sono così imbattuta in Vento scomposto, un testo di un’italiana naturalizzata inglese.

Una vicenda molto articolata e una lettura scorrevole che mi ha tenuta incollata al libro fino all’ultima pagina.

Steve Booth è un professionista severo e riservato che si occupa di svariati casi giudiziari, molti riguardanti persone indigenti che non possono permettersi un’assistenza legale a pagamento. Fra i suoi clienti però si annoverano anche uomini facoltosi a cui Steve viene segnalato come uno degli avvocati migliori della capitale inglese.

E così la sua storia s’intreccia con quella di Mike Pitt, uomo facoltoso della City accusato di abusi sulla figlia di quattro anni, Lucy.

Kensington e Brixton s’incrociano nelle loro realtà così diverse a livello urbanistico e sociale.

Districandosi nel groviglio giuridico tra assistenti sociali zelanti e avvocati pronti a darsi battaglia in tribunale, l’autrice regala al suo pubblico una storia forte, un incrocio tra un legal drama e un romanzo psicologico.

Il ritmo è serrato, tiene desto il lettore senza mai annoiare, senza essere scontato fino al sorprendente finale.

Talvolta il libro è duro nei dettagli e impietoso nella lucida analisi di un sistema che, nel tentativo di tutelare i minori, mette in moto una macchina che travolge la vita di Mike e della sua famiglia. Un uomo che urla a gran voce la propria innocenza ma che, stritolato dal meccanismo in cui è finito suo malgrado, finirà per dubitare di se stesso fino a uscire sconvolto e cambiato dalla vicenda da cui è stato investito.

Nel procedere della storia il lettore passa da case bianche e ricche di una Londra upper class a case di gente povera e indigente: i due volti di una città che è un universo, un intrico di umanità che si incrocia per le vie trafficate, negli studi legali, in tribunale.

Difficile riuscire in un solo romanzo a dipingere la varietà di Londra e al contempo a emozionare in maniera così forte.

Eppure la Agnello-Hornby ci riesce regalandoci un testo con un incredibile scavo psicologico del personaggi, un vero e proprio caleidoscopio umano per varietà e numero.

Senza fretta porta il lettore per le vie e le anime di una città complessa di cui non maschera il perbenismo, le convinzioni profonde, le falle del sistema e l’assurdità di ragionamenti spesso privi di empatia.

Leggere vuol dire viaggiare in altri mondi, in anime e situazioni diverse o uguali alle nostre.

Suggerisco vivamente questo viaggio nel Vento scomposto della Agnello-Hornby: sicuramente, a lettura conclusa, si esce cambiati, frastornati e forse un po’ angosciati, mai annoiati.

E quando una storia è avvincente, consigliarla è un dovere di ogni lettore.

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