MIDDLE ENGLAND di Jonathan Coe edizione Feltrinelli

Alla gente piace arrabbiarsi e la maggior parte delle volte qualsiasi scusa è buona. Mi dispiace per loro, ma molte persone… non hanno molto dalla vita. Emotivamente, dico. Forse il loro matrimonio è esaurito o il loro lavoro si è trasformato in abitudine, ma il fatto è che si sono inariditi, hanno smesso di provare emozioni. E non si può vivere senza emozioni, vero? Anche la rabbia è meglio di niente. Comunque ti dà una scossa.

Ci sono libri che, pur essendo corposi, si leggono in poco tempo perchè coinvolgono e fanno riflettere.

Si teme la fine quando, chiusa l’ultima pagina, si devono lasciare i personaggi e si resta solo con la speranza che ci sia un seguito.

Eppure Middle England è già di per sè un seguito: è il terzo capitolo delle vicende della famiglia Trotter cominciate negli anni ’70 con La banda dei brocchi.

Con quest’ultimo romanzo Jonathan Coe ci racconta l’Inghilterra dal 2010 al 2018 passando per i giochi olimpici del 2012 e descrivendo soprattutto il clima pre e post Brexit.

Facendo leva su uno stile accattivante e scorrevole, lo scrittore di Birmingham consegna al lettore un ritratto dell’umore britannico di questi ultimi anni: la rabbia serpeggiante, l’insoddisfazione, il senso di impotenza di un popolo che, votando di pancia, ha segnato in maniera pericolosa il suo destino.

Molti sono i temi affrontati: il politically correct, la battaglia per conservare il posto di lavoro, le divergenze tra figli e genitori accusati di aver fatto compromessi che puzzano di ipocrisia. Chi vive nell’agio, chi non riesce ad arrivare a fine mese.

Coe non risparmia nè la classe dirigente -di cui sottolinea l’arroganza per aver creduto in una vittoria che si è rivelata una disfatta- nè l’editoria che, con le sue strategie talvolta assurde e poco inclini alla meritocrazia, genera situazioni ai limiti del surreale.

C’è di tutto in questo libro, un romanzo corale e umano dove l’autore con precisione chirurgica descrive in maniera graffiante e intelligente la parabola disastrosa del suo paese raccontandoci dei personaggi a tutto tondo, caratterizzati  da un’evoluzione interiore che dà conto dei cambiamenti a cui ogni essere umano è sottoposto.

Apprezzabile la scelta dell’editore italiano di lasciare il titolo in versione originale: quelle Middle England in cui Coe è nato e cresciuto e che sono un po’ il termometro umorale di ciò che è accaduto negli ultimi anni nel Regno Unito.

Con i romanzi di Coe si cresce, si impara, si ride e si riflette.

Si chiude il libro con l’impressione di aver finalmente capito qualcosa di un paese che i media nostrani si sforzano di raccontarci malamente.

Talvolta, per capire il mondo, l’analisi dei fatti non è sufficiente nè congeniale: occorre la narrativa, quella geniale, dove un contenuto di alto livello viene declinato in una modalità alla portata di tutti.

Scrivere è la sintesi di What e How.

L’equilibrio tra i due non è sempre raggiunto, ma quando è perfetto come nel caso di Middle England diventa doveroso consigliarne la lettura.

Consigliato a tutti coloro che parlano della Brexit senza nulla saperne e a coloro che desiderano gettare uno sguardo oltre i nostri confini per capire meglio un lembo d’Europa che non possiamo ignorare.

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3 pensieri su “MIDDLE ENGLAND di Jonathan Coe edizione Feltrinelli

  1. La mia migliore amica abita da 22 anni in Inghilterra, sposata ad un Inglese e mamma di due ragazzi nati in Inghilterra. Ho vissuto giorno per giorno dal momento in cui si iniziò a parlare di referendum fino ad oggi. Mai avrei creduto che saremmo stati così ciechi. Dico noi, perchè non credo che in Italia si stia facendo meglio.
    Ogni tanto la mia amica mi racconta degli aneddoti:

    Un paio di volte all’anno lei va in vacanza in Cornovaglia.
    Piccola premessa: i paesini sono stati tutti sistemati per mezzo dei fondi europei.
    Dopo la Brexit è tornata in questo B&B gestito da una coppia anziani che senza preoccuparsi di ferire la mia amica ha subito confermato di aver votato Leave.
    Il giorno dopo mentre chiacchieravano amabilmente, dissero che speravano di poter prendere ancora qualche obolo dalla Comunità Europea per finire di ristrutturare le stanze….Non avevano minimamente compreso cosa avrebbe precluso il loro voto.

    Mi piace come scrive Coe. E’ venuto ad Alba qualche anno fa e lo avevo ascoltato con molto piacere.

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    1. Grazie per questo messaggio che aiuta molto a comprendere il polso della situazione. Coe racconta proprio situazioni come quelle della tua amica facendo emergere la mentalità di chi ha votato leave, di chi ha votato remain ma anche della classe dirigente di Cameron che non aveva affatto capito che avrebbe perso. Credo che leggere Coe aiuti a capire molto di ciò che tu hai scritto. Grazie ancora per l’interessante intervento. A presto Elisabetta

      Piace a 1 persona

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