IL MONDO IN UNO SCATTO: IL LAGO DI BRAIES

Ci vendemmia il sole

Chiudiamo gli occhi

per vedere nuotare in un lago

infinite promesse.

Giuseppe Ungaretti

 

 

Alcune barche ormeggiate presso l’imbarcadero, il sole che s’infila tra le fronde degli alberi, le montagne che si specchiano vanesie nel verde lagunare.

Questa è l’immagine che mi accoglie all’arrivo al lago di Braies, nei pressi delle Dolomiti, un lago color smeraldo che, in una calda giornata estiva, invita a fare passeggiate, a lasciare che gli occhi s’appaghino della sua bellezza.

La natura sa travolgere col suo splendore.

Il bel tempo gioca a mio favore, ma è anche nemico del silenzio perché siamo in molti a camminare lungo le sponde di questo incantevole bacino d’acqua. Riuscire a trovare un angolo di quiete non è facile, ma si possono scoprire rocce presso cui rifugiarsi per scrivere pochi appunti sparsi su taccuini che porto sempre con me quando viaggio.

Dall’imbarcadero qualcuno si avventura al centro del lago, piccole barche a remi che solcano l’acqua mentre io rimango a riva a osservarle.

Anche se questa foto riflette solo uno scorcio del posto, ricordo l’intero percorso fatto, le ombre ristoratrici degli alberi, il riflesso cristallino delle montagne nelle increspature smeraldine.

Scopro in seguito che il lago, in inverno, è coperto da una coltre di neve e ghiaccio e che le temperature mettono a dura prova anche il turista più coraggioso.

L’anima è invitata al riposo, alla calma interiore, a riflettere sul trascorrere del tempo.

Non è facile descrivere la bellezza di questo luogo; bisogna permettere alla natura di parlarci, occorre fare spazio al silenzio che, anche qui, fatica a imporsi.

Nell’ammirare il lago sento le acque millenarie raccontare storie di un passato che non c’è più, un mormorio lontano di voci cadenzate che le delicate onde riportano in vita.

Ci sono piccoli rifugi dell’anima per ognuno di noi e il lago di Braies è per me uno di questi.

La bellezza salverà il mondo.

Più conosco scorci di questa bellezza –paesaggistici, naturali, letterari, urbani, umani- più mi convinco della veridicità di questa affermazione di Dostoevskij .

Forse perché questi piccoli scorci di bellezza sono raggi di D-o, riportano l’uomo sul cammino della vita quando si smarrisce e invitano a infinite promesse di ungarettiana memoria.

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