TUTTI I RACCONTI di Hanif Kureishi, edizioni Bompiani

Il primo libro di Kureishi che lessi fu Il Buddha delle periferie, un lungo romanzo che racconta una Londra fatta di umanità variegata, talvolta disperata, alla ricerca della felicità e di un riscatto.

Kureishi è uno scrittore anglo-pakistano dalla verve profonda e tagliente; è sceneggiatore, drammaturgo, saggista e scrittore, una delle voci più interessanti a livello narrativo nel panorama inglese.

Due motivi mi hanno spinta a leggere questa corposa raccolta di racconti: l’interesse per il format del racconto e l’ambientazione londinese.

La mia profonda passione per Londra – e più in generale per il mondo britannico- mi porta spesso a scegliere testi dove la capitale inglese o la sua campagna siano protagoniste.

Londra in questi racconti di Kureishi non è solo lo sfondo, ma un personaggio che prende vita nelle vicende dell’umanità che solca le sue strade.

Ci s’immerge nell’universalità dell’essere umano declinata in forme diverse, con storie tra loro differenti, alcune surreali, altre realistiche, tutte vitali e caratterizzate da forza descrittiva.

Lo stile accattivante e scorrevole rende la lettura facile, mai pesante.

In queste finestre narrative l’autore fa emergere il proprio mondo tramite protagonisti che sono i suoi alter ego; sfilano sotto i nostri occhi il mondo della scrittura, del teatro, dei film nei loro limiti e pregi.

Kureishi propone uno sguardo indagatore, profondo, che scava nelle pochezze dell’umanità, nelle sue grettezze, fallimenti, litigi ed esasperazioni.

Alcuni racconti, quali Il corpo o Il pene, scavalcano il reale per approdare al surreale sempre per lanciare un messaggio di riflessione sull’umanità che lo scrittore dipinge con tanta passione.

La forza di questa raccolta è anche quella di esplorare linguaggi diversi, quasi a voler sperimentare tutte le possibilità narrative e stilistiche a disposizione, senza tralasciare nulla.

Spiccano racconti che hanno al centro l’attualità come in Mio figlio il fanatico o L’ombrello; quest’ultimo, con poche sequenze ben strutturate, propone un crescendo di rabbia e di ribaltamento dei soliti cliches costringendo il lettore a riflettere sui rapporti di coppia, sul fatto che chi appare vittima è a sua volta aggressore se le circostanze danno spazio a una collera incontenibile.

Diversa la lunghezza dei tesi: alcuni brevi, altri di oltre cento pagine.

Londra diventa il paradigma di una società contemporanea dove le persone fanno emergere le proprie meschinità e nevrosi rivelando il dolore dietro agli atteggiamenti dei personaggi.

Il tutto suggellato da un linguaggio scorrevole che rivela il lavoro di labor limae che ogni grande scrittore impara a fare nel ritrarre il mondo.

Non si finisce mai di scavare nella profondità umana di questi personaggi perché forse, proprio come dice uno dei personaggi, Le persone sono come fotografie che impiegano anni a svilupparsi.

Da non perdere.

 

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