IL MONDO IN UNO SCATTO: IL TRAM 28 A LISBONA

Ad aprile di quest’anno sono andata a trovare un’amica italiana che abita a Lisbona, la mia prima visita in Portogallo, nazione di cui non conoscevo né la capitale né altre città.

Lisbona è stata una piacevole scoperta, una città bella e accogliente che regala al turista sorprese inaspettate.

Chi mi segue sa che sono un’amante della fotografia, soprattutto quella in bianco e nero, ma non solo; come più volte ribadito in altri articoli, ci sono soggetti che richiedono l’uso del colore per essere ritratti al meglio e Lisbona figura, a mio avviso, tra questi.

Oggi voglio soffermarmi su un soggetto particolare: il famoso tram 28 pubblicizzato dalle guide turistiche al punto che i pendolari portoghesi che ne devono far uso non sanno più come salire a bordo perché al capolinea, Largo Martin Muniz, c’è la coda di turisti dal mattino presto.

Un viaggio a bordo di questo storico tram è un’occasione da non perdere e la fatica per salirci viene poi ricompensata.

Mi incammino così di buon mattino verso Largo Martin Muniz e fortunatamente la coda è meno lunga del previsto.

Con il suo colore giallo, il 28 spicca tra le strade della città lusitana aggirandosi tra i quartieri dell’Alfama, Baixa, Barrio Alto e Graca per arrivare al Cemiterio Dos Prazeres vicino a Campo Ourique.

Sfilare tra i quartieri della città a bordo di quest’antico mezzo dai sedili di legno è emozionante; talvolta può far sobbalzare il cuore, specie nelle discese del Barrio Alto prese a tutta velocità come sulle montagne russe.

Lisbona è una città visitabile a piedi e vale la pena percorrerla con lentezza soprattutto nei vicoli dell’Alfama dove si scoprono scorci di un mondo antico che profuma di storia; credo però che un giro su uno di questi mezzi storici – oggi guidati anche da donne, cosa impensabile nel passato- sia obbligatorio non solo per fare un’esperienza divertente, ma anche avere un’idea della struttura della città, dei suoi sali e scendi, della vivacità che la caratterizza senza mai diventare invadenza.

Dal finestrino si vede il Tago scintillare tra il mosaico dei tetti dell’Alfama, s’intravedono i vicoli dove sventolano i panni appesi fuori dalle finestre.

La parte più emozionante è la discesa da Campo Ourique tra le vie del Barrio Alto, velocissima, talvolta a scatti, che però lascia posare lo sguardo su vicoli in cui sono parcheggiati vecchi tram con il fiume sullo sfondo.

Un giro in velocità fatto di colori, del vocio dei passeggeri, una babele di lingue che si mischia rendendo il tutto ancora più suggestivo.

I colori dei tram fanno brillare la città: giallo per il 28, rosso e verde per altri, un arcobaleno che si muove per le vie e che talvolta si fa strada suonando a qualche pedone distratto che cammina tra i binari.

Lisbona rifulge tra l’azzurro degli azulejos, il giallo dei mezzi e delle facciate, il rosso di altre linee, l’azzurro-grigio dell’acqua del Tago.

In giornate uggiose talvolta i colori sono coperti da una leggera nebbia che può avvolgere il ponte 25 Abril rendendolo ancora più suggestivo e romantico.

Il sole risplende spesso anche ad aprile e regala momenti di spensieratezza; molti turisti si riposano sui gradini della statua di re Josè I che campeggia in Praca do Commercio e lasciano lo sguardo libero di vagare tra il fiume e i porticati della piazza.

Questa città ha molto da offrire: a piedi, sui mezzi, in bicicletta, nei locali dove mangiare buon pesce a poco prezzo.

Il turista può sbizzarrirsi nel trovare i modi più divertenti per scoprirla.

Una città che ho apprezzato molto e di cui parlerò ancora a lungo.

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