EUREKA STREET di Robert McLiam Wilson, Fazi editore

Dovreste fermarvi una notte in Cable Street e, mentre il vento vi sferza il viso, ascoltare immobili, in estasi, la voce di un passato sconosciuto. Allora non riuscireste più a staccarvi questa città di dosso…Belfast non è altro che un intrico di strade e collinette, un sussurro di Dio.

Lessi il libro di McLiam Wilson la prima volta che andai a Belfast anni fa e mi addentrai per le strade della città alla ricerca della via che dà il titolo a questo splendido romanzo.

Per fortuna Eureka Street ebbe sorte migliore rispetto ad altri meritevoli testi che narrano i Troubles di cui non abbiamo traduzione nella nostra lingua; nel 2018 dovremmo poter leggere opere importanti in italiano perché non tutti hanno la stessa formazione alle spalle che consente di leggere in originale.

McLiam Wilson è nato nel 1964 a Belfast e di questa città non solo conosce ogni angolo, ma l’atmosfera che si respirava nel 1994, anno in cui è ambientato il romanzo.

Protagonisti sono i trentenni Chuckie e Jake, protestante il primo, cattolico il secondo, legati da una profonda amicizia. La loro diversità è determinata sia dalle comunità a cui appartengono ma anche dall’aspetto fisico e dall’indole; Chuckie, grasso e sempliciotto, nella sua follia riesce a compiere imprese commerciali insperate, mentre Jake, magro e apparentemente duro, è un inguaribile romantico che nella vita  cerca l’amore.

Chukie abita in Eureka Street mentre Jake ha casa in Poetry Street. L’autore, forse non a caso, ha voluto far vivere i suoi personaggi in vie i cui nomi vibrano di significato e richiamano la personalità dei due protagonisti alle prese con una vita ordinaria spesso sconvolta da attentati e da morti.

La prosa -semplice, limpida e capace di alternare momenti drammatici a ironia sferzante- ci regala un ritratto superbo della città che non è solo sfondo scenografico alle vicende, ma protagonista vera e propria, ricca di sfumature che la umanizzano; percorriamo le sue strade sentendone il dolore, la voglia di rinascita, facendoci sferzare il volto dal vento del nord.

Il 1994 è un anno cruciale nella storia nord-irlandese perché il 31 agosto l’IRA proclama un cessate il fuoco unilaterale per favorire l’apertura di negoziati ufficiali; si dovranno però attendere altri quattro anni prima di vedere siglati gli accordi di pace del Venerdì Santo.

Scrivere un romanzo non è come scrivere un saggio o un articolo di giornale; non basta conoscere il periodo storico o la situazione geopolitica per raccontare una bella storia. Occorre il talento di narrare il mondo di chi quella pagina di Storia l’ha vissuta, la capacità di immergersi nelle pieghe dell’animo umano, nei suoi infiniti meandri, la finezza di saper usare la lingua senza violentarla con inutili volgarismi, espedienti banali e fintamente efficaci di chi non ha confidenza con le parole e non le sa articolare in maniera armoniosa.  Bisogna essere capaci di raccontare la poesia e la durezza del vento che sferza il viso perché un luogo è la somma dell’umanità che lo abita e dei dettagli geografici e urbani che lo compongono.

Il libro di McLiam Wilson è geniale: il lettore è trascinato nelle vicende dei due amici, ne è partecipe, ride e si commuove, prova orrore di fronte alla violenza, viaggia in un mondo fatto di finezze piccole e grandi. Capisce una pagina di Storia perché la vive sulla pelle dei personaggi in pagine indimenticabili.

McLiam Wilson non lancia un messaggio buonista; descrive, in alcuni passaggi di realismo duro, il dolore e il non senso della violenza. Non importa da che parte arrivi questa violenza, l’autore trascina con forza il lettore dentro quella voragine per farlo riemergere cambiato, scosso, ma al tempo stesso capace di leggere un conflitto e un mondo.

Raccontare la Storia è sempre impresa ardua perché il rischio di molti è quello di approdare alla scientificità tipica del saggio.

McLiam Wilson ci regala un testo che commuove, reso efficace da uno stile mai didascalico e al contempo preciso nei dettagli.

A riprova di quanto la narrativa possa essere uno strumento di rara bellezza per far riflettere su pagine di Storia non sempre conosciute in maniera adeguata.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...