NEMICO, AMICO, AMANTE… di Alice Munro edizioni Einaudi

Leggere e scrivere racconti è diverso da leggere e scrivere romanzi perché siamo di fronte a due format narrativi con peculiarità differenti.

Si può avere la tentazione di credere che il racconto sia un romanzo più corto, convinzione diffusa ma sbagliata; la differenza tra i due sta nella rapidità del primo rispetto al secondo, ma questa non è determinata tanto dal numero di righe a disposizione quanto dal fatto che il racconto è uno sguardo veloce sul mondo, una sorta di finestra.

Usando un’immagine, il racconto è un fotogramma di realtà mentre il romanzo è un film.

Ovviamente c’è fotogramma e fotogramma e recensire questa raccolta di nove racconti della Munro -premio nobel per la letteratura 2013- significa parlare di un’autrice il cui modo di scrivere è a dir poco straordinario.

Il titolo della raccolta prende spunto dal primo dei racconti; la Munro, scrittrice canadese, ambienta le storie in prevalenza nella sua regione natale, il Southwestern Ontario. Descrive un universo umano che prende spunto dal quotidiano e che lascia senza fiato; la sua è un’opera letteraria ben congeniata.

I racconti danno spazio allo scavo psicologico, affrontano tematiche scottanti  e costringono il lettore a venire a patti con i propri convincimenti.

In Confort, per esempio, la tematica del rapporto tra scienza e fede è quella preponderante ma non l’unica perché l’autrice conduce il lettore a riflettere sul suicidio, sul dolore fisico di chi ha una malattia e su quello interiore di chi assiste un malato e lo vede spegnersi lentamente.

La Munro scava nella sofferenza dei propri simili, dipinge magistralmente con la penna ritratti che sottolineano la complessità di situazioni estreme della vita come in The Bear Came Over the Mountain.

Se c’è un filo rosso che accumuna questi nove racconti è la grandezza del lavoro stilistico che permette al lettore di entrare nell’anima dei protagonisti in maniera profonda e totale grazie a uno stile solo in apparenza semplice ma che, a un occhio più esperto, rivela il grande lavoro di cesellamento della scrittura che solo un professionista di alto livello sa fare.

Per quanto siano più lunghi rispetto ad altri, questi racconti rimangono schizzi veloci sulla realtà; parlano e si muovono nei meandri dell’anima, scavano in sotterranea come solo la buona narrativa  e la letteratura fanno.

Dare spazio a letture differenti aiuta a crescere come lettori: romanzi, saggi, articoli di giornale, racconti e anche poesie.

I diversi format di scrittura ci permettano di avere sguardi differenti sulla realtà in termini contenutistici e stilistici.

Un invito a fare spazio a quella che chiamerei fotografia della narrativa senza creare agonismi con il romanzo, semplicemente godendo dei nuovi spunti che regala.

Leggere i racconti della Munro significa accostarsi a un prodotto di altissima qualità che lascia un segno capace di parlare a distanza di tempo.

Se un testo, racconto o romanzo che sia, parla sul lungo tempo significa che ha saputo raccontare in maniera eccelsa l’uomo nei suoi momenti di vita straordinaria, motivo per cui vale la pena dedicargli tempo.

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