DIARIO DI UNA SCRITTRICE di Virginia Woolf edizioni Beat

Potrebbe sembrare scontato dire che bel libro di un classico, ma non sempre è così almeno per me; se ora mi accingo a parlare del Diario della Woolf -una delle scrittrici icone del mio universo letterario- è perché il libro merita.

Il diario -così come le biografie- è un genere che può risultare talvolta ostico perché, più che avvolgere il lettore nella narrazione di una storia, racconta la vita di un personaggio; se la vita di questo personaggio non è particolarmente interessante si rischia di abbandonare il libro ripromettendosi di recuperarlo in un secondo momento anche se non sempre poi si mantiene il proposito.

Il diario della Woolf è invece un piccolo capolavoro di narrativa!

Si scopre la vita di una donna intrigante, interessante, ma anche affaticata da feroci emicranie, da preoccupazioni economiche, dal timore della critica ai propri testi; si conosce così la vita ordinaria di una persona straordinaria e molto umana in tutti i suoi umori.

Averlo letto prima del mio ultimo viaggio a Londra è stato una benedizione; quando mi sono addentrata alla ricerca di Gordon Square per andare nei luoghi del circolo di Bloomsbury nell’omonimo quartiere inglese, avevo le sue parole nell’animo, la mia mente viaggiava con lei come con una compagna fidata e puntuale. Ho ripercorso i suoi luoghi e fotografo la sua statua con l’impressione di averla accanto e di poter conversare con un’amica speciale; i libri sono veri amici e il suo diario è un salto di qualità stilistica e intellettiva in un mondo dove si scopre una donna che scrivendo guadagna i soldi per ristruttura il bagno, che doveva far fronte alle critiche di una neofita che la recensisce negativamente. Si conosce il rapporto meraviglioso col marito Leonard, l’uomo che ogni scrittrice vorrebbe accanto a sé che non solo l’amava di un amore incondizionato, ma sapeva essere il suo primo e più sincero lettore.

Un diario, un mondo, uno stile accattivante che rende la narrazione vivace, con un ritmo che coinvolge e che fa arrivare il lettore fino all’ultima pagina quasi tutto d’un fiato; quando si giunge alla fine si è presi dal dispiacere di non poter proseguire il meraviglioso colloquio di queste pagine, un dialogo appassionato e intelligente, capace di regalare momenti di intensa e profonda commozione per la vicenda biografica di una delle intellettuali inglesi di maggior spicco del secolo scorso.

L’affascinante avventura di essere donna, moglie, scrittrice e partecipe del mondo attorno è il regalo che il lettore riceve e porta con sé per la vita.

Una lettura obbligata per conoscere la Woolf, una lettura che mi ha fatto compagnia e mi ha fatto conoscere una nuova amica che ascolterei per ore.

E, come chiosa finale, alcune sue parole di profonda riflessione sul valore della parola:

Non si scherza con le parole – non si può- quando si vuole che durino in eterno.

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