A OXFORD TRA ALICE, HARRY POTTER E TOLKIEN

In una mattina uggiosa di ottobre mi sono recata presso Victoria Station e ho preso un bus in direzione Oxford; era tempo che volevo visitare la famosa città studentesca e ho colto l’occasione durante il mio ultimo soggiorno nella capitale inglese. L’autobus è più economico del treno e, sebbene abbia una tempistica meno veloce, rimane un mezzo efficiente nel Regno Unito, con orari comodi e tragitti godibili che permettono al viaggiatore di attraversare contee dai declivi meravigliosi.

Dirigendosi verso la zona ovest in direzione Notting Hill, dopo oltre quaranta minuti di traffico, il bus imbocca la statale che da Londra porta verso l’Oxfordshire. L’autunno è una stagione magica per i colori e muoversi nella campagna inglese in questo periodo permette di riempire gli occhi di tinte incredibili e vivaci; la pioggia, elemento costante da quelle parti, non infastidisce e rende il tutto molto suggestivo.

Dopo circa due ore di viaggio nella brughiera, arrivo al centro della famosa cittadina; il poeta vittoriano Matthew Arnold definì Oxford Quella soave città dalle guglie sognanti e non a torto dato il numero di guglie che svettano verso il cielo.

Oxford è un po’ come me la immaginavo: piccola, a portata d’uomo, ordinata e piena di studenti dalle mille divise, ma soprattutto una città che profuma di antichità in ogni angolo. La prima volta che ci si reca lì sono molti – io non faccio eccezione- a chiedersi dove sia la famosa università; si scopre così che l’università è ovunque il turista si muova perché Oxford è un complesso di numerosi college dalla storia prestigiosa che si affiancano l’uno all’altro.

Per avere uno skyline ottimale delle guglie, conviene arrampicarsi su una delle torri; mi reco quindi sulla torre della University Church of St Mary the Virgin salendone i 127 gradini. Arrivata in cima la vista mi ricompensa della fatica fatta: lo sguardo, che da subito viene catturato dalla cupola della meravigliosa Redcliffe Camera, si perde tra le costruzioni medievali della città, sulle strade antiche solcate da mezzi moderni e infine si allarga sulla campagna circostante. Si può così contemplare anche la famosa biblioteca, un capolavoro visitabile con tour organizzati, vero sogno di ogni bibliofilo.

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Ripercorrendo la stretta torre, ritorno nella chiesa e da lì, pochi passi, e sono in coda per visitare un incredibile tempio del libro; l’odore del legno s’imprime nelle narici, gli occhi si perdono tra gli scaffali che raccolgono testi antichi. È come essere dentro un libro vecchio di secoli, rilegato, pieno di fascino. La bellezza di questa biblioteca è esaltata da un silenzio quasi sacro che pervade ogni stanza: tutto ricorda al visitatore l’importanza dell’oggetto libro, la sua fondamentale presenza nella vita umana. In questa biblioteca sono raccolte le pubblicazioni diffuse nel Regno Unito; questo significa che uno scrittore, se ha la fortuna di essere tradotto in Gran Bretagna, avrà anche il privilegio di saper conservata una copia del suo scritto in questo tempio della cultura. Sebbene di struttura diversa, il mio pensiero corre alla Long Room del Trinity College di Dublino visitata qualche anno prima e mi ritrovo a riflettere sul fatto che Irlanda e Inghilterra, oltre alla secolare inimicizia, hanno qualcosa di bello in comune.

A Oxford tutto profuma di Medioevo; girando per le sue vie, guardando le sue costruzioni, capisco da dove abbiano tratto ispirazione alcuni grandi scrittori come Tolkien che qui insegnava inglese.

Visitare un college è d’obbligo oltre a fare una passeggiata nei pressi del fiume per ammirare i canottieri allenarsi in vista dell’annuale torneo con Cambridge; decido quindi, dopo aver curiosato sulle rive del fiume, di andare al Christ Church famoso per la Great Hall che ha fatto da setting ai film di Harry Potter. La Great Hall è l’attuale mensa del college e, poiché funzionante, si deve attendere il pomeriggio per visitarla; quando si entra in questo capolavoro architettonico, si viene catapultati nel magico mondo di Hogwarts dove maghi, elfi, civette e fantasmi si incontrano e scontrano per l’eterna lotta tra bene e male. Si rimane affascinati anche se non si è letto il fantasy più famoso degli ultimi tempi perché le luci soffuse rendono l’atmosfera magica, i quadri appesi alle pareti rievocano personaggi importanti della storia inglese e le vetrate sono un omaggio a importanti scrittori che in questo college si sono formati come Lewis Carroll, autore di Alice nel paese delle meraviglie; in una delle vetrate si può infatti notare la sagoma del Bianconiglio e di altri personaggi di uno dei libri più tradotti al mondo.

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Uno dei vantaggi di una città piccola è che la si può girare a piedi; tra una visita e l’altra passeggio tra le vie ammirandone gli scorci, sollevando il naso verso il ponte dei sospiri che ricorda l’omonimo veneziano e che è stato così ribattezzato dagli alunni diretti a dare l’ennesimo esame.

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Il centro brulica di negozi moderni, di pub dove rifugiarsi per prendere un tè o una cioccolata; dalle sue librerie, che portano l’insegna del famoso Oxford Press, escono giovani e meno giovani con in mano un testo, l’immagine di Jane Austen – di cui alcuni scritti originali sono qui conservati- campeggia come insegna fuori dalla libreria della biblioteca. Tutto qui parla di letteratura e per me diventa inevitabile provare nostalgia per i tempi universitari; in questa città ritorno studente e mi accorgo che qui quel periodo di vita sembra un ciclo eterno.

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Mi lascio guidare dalla vitalità delle vie fino a tardo pomeriggio quando viene il momento di lasciare questo piccolo gioiello urbano per tornare nella capitale; nel viaggio di rientro la nebbia scende sull’Oxfordshire e avvolge la brughiera proprio come si legge nei romanzi inglesi o si vede nel film che dipingono questi incredibili posti.

Oxford è una città da visitare, in cui girare entrando e uscendo dai suoi college, percorrendo i chiostri e le navate delle sue chiese. Dedicarle una giornata è poco, ma per me è stato sufficiente per innamorarmene e decidere di ritornarci con più calma, magari per la prossima vacanza inglese. L’amore per la capitale rimane indiscusso, ma ogni tanto cambiare aria fa bene al cuore oltre che alla mente e un breve soggiorno nella verdeggiante campagna potrebbe essere una buona idea.

7 pensieri su “A OXFORD TRA ALICE, HARRY POTTER E TOLKIEN

    1. Sono molto belli e interessanti; anni fa feci un piccolo tour guidato durante uno dei miei soggiorni londinesi e non escludo di scrivere un articolo su Londra che parli proprio di questo.

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  1. Che bello cara…💗
    Adoro Oxford! Mi hai fatto rivivere le emozioni che ho provato quando o vissuto là per un mese…e ci ho lasciato il cuore!!
    Grazie e… auguri ancora! 😉

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